ETHERA Vocal Library by Zero-G


Come cantante ho coltivato diverse esperienze professionali  durante il mio percorso artistico.

Di certo non avevo mai lavorato ad un progetto come questo e sono contenta di essere la prima cantante italiana a cimentarsi in qualche cosa di questo tipo.

Sviluppare una library vocale è un’esperienza interessante e molto difficile , che mette a dura prova le doti tecniche e musicali di un cantante.

La Library è stata concepita per il campionatore Kontakt di Native Instruments, punto di riferimento per la produzione musicale moderna, distribuita dal Top Brand Zero-G

Ma come si realizza?

Oltre agli aspetti prettamente tecnici , informatico musicali e audio , dal punto di vista del cantante il lavoro è parecchio stressante e diverso dal solito.

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Insieme al produttore / sound designer si definisce la tipologia di stile ,  si inizia a lavorare sia a fraseggi vocali su un bpm e tonalità prescelta, sia a tutta una serie di suoni , vocali, e performance  che poi diventeranno ” suonabili ” da chi utilizzerà la library attraverso il campionatore. La quantità di materiale da registare è enorme. I fraseggi che utilizzano dei fonemi, vengono registrati a diverse tonalità sfruttando tutta l’estensione vocale della cantante. Nel caso dei classici ” Ah , Eh , Ih , Oh, Uh ” vengono registrati nota per nota, partendo dall’ultima nota del registro basso e arrivando alla parte più altra  della propria estensione, questo in diverse intensità. Perché in questo mondo poi quando la voce verrà ” suonata ” il musicista se suonerà la nota sulla tastiera “piano ” verrà attivato il campionamento con l’emissione leggera, se suonerà un forte , corrisponderà un realistico forte vocale. Questo aumenta notevolmente poi il realismo dell’esecuzione , nonostante  sia ” suonata ” e digitalizzata. Ovviamente tutto questo implica un grande lavoro.


Ci vuole molta concentrazione , e precisione, poi però il risultato è davvero interessante.

 


 

 

 

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Un’intervista da parte di Time & Space riguardo l’uso di Ethera e ROLI :

LINK

 

 

 

 

 

 

 

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Microfoni e dintorni….


In questo articolo parleremo di uno degli strumenti principali di ogni cantante :

Il Microfono.

Lo usiamo live, in studio, per studiare, ma sappiamo in maniera più approfondita come funziona ? Le tipologie ? Le differenze ?

Ogni buon cantante dovrebbe  acquisire una base di conoscenza , utile anche quando si vuole scegliere un microfono personale.

Che cosa è il microfono ?

ll microfono,  è uno strumento che trasforma l’energia meccanica (lo spostamento d’aria, la pressione sonora) in un segnale elettrico.
Questo segnale elettrico (ossia l’uscita, l’output del microfono), è molto basso, e deve essere quindi amplificato da un preamplificatore microfonico (integrato nella scheda audio o esterno) prima di raggiungere il convertitore A/D (analogico digitale) della scheda audio stessa ed essere trasformato in informazione digitale.
I microfoni, in generale, si dividono principalmente in due grandi gruppi:

DINAMICO e CONDESATORE

Oltre a queste due grandi ” famiglie ” ci sono altre caratteristiche che differenziano i vari tipi di microfono,  in base al così detto ” Diagramma Polare ” ovvero , al modo con il quale il microfono capta i suoni .

Ogni diagramma polare ( in foto ) sarà sensibile ai suoni in maniera diversa rispetto alla direzione del suono stesso, vediamo in dettaglio le varie tipologie:

  • microfono cardioide (unidirezionale): capta (principalmente) il suono che proviene dal davanti, da un’unica direzione, ignorando il resto; è quello più usato per la voce. Il supercardioide e l’ipercardioide accentuano ancora di più la direzionalità frontale, ma presentano una qualche sensibilità anche verso la parte posteriore
  • microfono panoramico (omnidirezionale): capta il suono da ogni lato, a 360 gradi; è utile per registrazioni ambientali o live (specie se c’è un’ottima acustica)
  • microfono bidirezionale: detto anche a doppio cardioide, cattura il suono che proviene da due direzioni (davanti e dietro) ignorando i lati: il diagramma polare presenta dunque un grafico a forma di 8, fatto per cui questi microfoni sono chiamati anche figura a otto

In foto la rappresentazione dei vari diagrammi polari spiegati.

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DINAMICI

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Sono la tipologia più diffusa, i classici microfoni che si trovano in sala prove o che si usano nelle esibizioni dal vivo. Sicuramente uno dei più famosi è lo Shure Beta 58 che vedete in foto.
Il loro principio di funzionamento può essere “paragonato” ad un diffusore ( cassa )  che opera al contrario. Una bobina di filo metallico, a contatto con il diaframma ( all’interno della capsula), è sospesa in un campo magnetico (dato dalla presenza, appunto, di un magnete); quando le onde sonore mettono in vibrazione il diaframma, entra dunque in vibrazione anche la bobina, generando così un segnale elettrico proporzionale.
I microfoni dinamici sono utilizzati per lo più dal vivo (ad es. per le voci), per la ripresa di strumenti amplificati  come chitarre o basso , e strumenti come la batteria,

  • Vantaggi: risposta abbastanza accurata, robustezza e versatilità, possono catturare livelli sonori elevati senza distorsione, non necessitano di alimentazione dedicata, semplicità costruttiva , prezzi più contenuti, minore sensibilità ai rumori da maneggiamento.
  • Svantaggi: risposta in frequenza non lineare e meno fedele rispetto ad altre tipologie costruttive quindi detto semplicemente catturano meno dettagli e in maniera meno precisa, gamma di frequenze medio alte e alte più povera, effetto prossimità accentuato ( che è quell’ effetto che si ha quando avvicinando la bocca al microfono aumentano le basse frequenze in maniera considerevole).

A CONDENSATORE

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Microfoni a condensatore

Sono microfoni usati soprattutto in studio di registrazione , tra i più famosi sicuramente possiamo citare i Neumann U87, M147, M149, che hanno dei prezzi molto alti dai 2000 fino a 3500 Euro.

Esistono versioni di mic a condensatore studiate appositamente per il live come lo ” SHURE beta 87A ”

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Nei microfoni a condensatore il diaframma costituisce, insieme ad una lamina metallica posteriore (vicina) allo stesso, l’armatura del condensatore.
Il diaframma e la lamina posteriore sono caricati elettricamente dall’alimentazione dedicata a +48 V; quando l’onda sonora mette in vibrazione il diaframma, la distanza fra questo e la lamina (ovvero le due parti polarizzate) si modifica (facendo così variare la capacità del condensatore), con la produzione di un segnale in uscita proporzionale a queste variazioni.
Detto in parole più semplici  il diaframma molto sottile consente un’accuratezza maggiore – in particolare alle alte frequenze – e una risposta più rapida quindi  maggiore dettaglio sui Transienti ( che sono gli attacchi del suono …quindi la primissima parte dell’emissione)
I condensatori come detto trovano principalmente applicazione  per la ripresa in studio di voci e strumenti acustici (es.chitarra acustica e altri strumenti a corda), piatti e altre parti della batteria.

  • Vantaggi: sensibilità elevata e definizione migliore dei dinamici, risposta molto precisa e lineare, risposta accurata alle frequenze medio alte e alte, ottima risposta ai transienti (variazioni dinamiche)
  • Svantaggi: maggior delicatezza (fatto che li rende poco comodi nell’uso dal vivo), necessità di alimentazione dedicata, mediamente più costosi dei microfoni dinamici, maggiore predisposizione a fenomeni come il feedback.

Spesso poi un condensatore , sopratutto quando di qualità , se è vero che offre maggiore dettaglio , sensibilità e qualità generale, è anche vero che mette più in luce difetti vocali e ogni piccola sfumatura per cui sostanzialmente il dinamico ” maschera ” di più alcuni difettucci … mentre i microfoni a condensatore generalmente sono più ” inflessibili” per questo alcune operazioni che spesso si fanno durante l’utilizzo di un MIC dinamico , come allontanarlo sulle parti più alte, avvicinarlo sulle parti più basse, con un condensatore , sopratutto in studio,  avvengono meno ,  anzi è preferibile non spostarsi troppo rispetto alla posizione in asse con il microfono stesso, se non su richiesta esplicita del fonico.  I prezzi dei microfoni dinamici possono variare da 50 Euro fino ad arrivare a 200 / 300 euro. Il classico Shure Beta 58 , che è un po’ uno ” standard ”  ha un prezzo di listino di circa 150 Euro. I Microfoni sono un po’ come i vestiti, bisogna provarli. Non è detto che un Microfono funzioni su ogni tipo di voce, l’ideale sarebbe poter provare diversi modelli e scegliere quello che più valorizza la nostra vocalità, in questo il consiglio di un Fonico può indubbiamente tornare molto utile.

Ciao a Tutti.

UN PO’ DI ME…


La voce è un grande strumento di comunicazione
la voce esprime le nostre emozioni attraverso mille sfumature
...e il canto è l’espressione dell’anima , ma il canto è anche tecnica!

Quanto più conosciamo il nostro corpo, tanto più riusciremo a capire come applicare la tecnica. Lo studio della tecnica è importante e fondamentale. Il mio percorso di studi musicali parte all’età di 8 anni con lo studio del pianoforte, uno studio che mi ha accompagnata fino all’età di 24 anni. Per  quanto riguarda il canto ,  è nato per caso…  ho sentito l’esigenza di comunicare le mie emozioni con la mia voce ed è subito nata una magia dentro di me , che è difficile da  spiegare, quasi come se si trattasse di un amore, un colpo di fulmine per intenderci. Non sai perché capita e cosa succeda di preciso, puoi solo farti avvolgere dalle sensazioni che percepisci in quel momento. Iniziò tutto quando avevo 16 anni, e decisi di studiare e approfondire in maniera seria questa mia passione, proprio perché ormai c’ero dentro con tutta me stessa e dovevo coltivare questa mia forte passione. Per le mie  prime lezioni di canto mi spostavo a  70 km di distanza dalla mia città,  ricordo con molta tenerezza  che se c’era qualcosa che detestavo erano proprio i famosi  vocalizzi, tra una lezione e l’altra  pensavo: chissà  quando inizierò  a fare tutto quello che fanno i miei miti, i miei cantanti preferiti. Capii ben presto che il  percorso era lungo e che si doveva fare seriamente, che il canto è una disciplina e se vuoi ottenere determinati risultati ti devi allenare, esercitarti sempre…e non è che ti alzi una mattina e canti come Giorgia e come Whitney Houston, perché studi canto e comunque hai delle potenzialità …eh no, troppo facile! Quindi continuavo il mio percorso di studi e  mano a mano che procedeva, mi dava comunque molte soddisfazioni, avevo la possibilità di mettermi anche in discussione con concorsi, manifestazioni, confrontarmi con diverse realtà musicali, con altri cantanti , tutto ciò che mi portava ad esibirmi  mi conquistava, mi affascinava …mi travolgeva. Grazie a queste situazioni,  riuscivo sempre più a comprendere cosa significasse essere una “Cantante”, non solo fare dei virtuosismi con la propria voce, o eseguire il brano più difficile, fare a gara a chi urla di più, ma “Comunicare” con il pubblico, questa è la cosa più difficile… arrivare al pubblico, riuscire a trasmettere le tue emozioni con una canzone e stabilire un feeling con il proprio pubblico  applicando sempre la tecnica, che rappresenta il mezzo che ci aiuta a valorizzare la nostra vocalità! Insomma niente è facile, ma nulla è impossibile, ci vuole tanta passione, tanta dedizione, tanta determinazione e tanta costanza…e infine, ma non per questo di minore importanza, una buona dose di umiltà che non guasta mai. Un cantante  si espone e di conseguenza bisogna saper accettare le critiche,  quando sono costruttive si intende, per poterne fare tesoro!

VOCE E SOUND TRACKS


Il mondo delle sound track , cioè delle colonne sonore per intenderci , è vasto ed è certamente un mondo che ci affascina tantissimo , la musica applicata alle immagini, ed in questo caso l’approccio vocale è tanto bello , quanto pieno di insidie soprattutto dal punto di vista tecnico ! Per quanto mi riguarda l’unica fonte di ispirazione è nel mio cuore , i riferimenti vocali che esistono in questo mondo musicale sono tanti , e più che prendere spunto o imitare preferisco lasciarmi trasportare dalle emozioni , e lavorare con le emozioni ! Ma questo lavoro di emozioni va sempre a braccetto con la tecnica vocale , un ottimo strumento che serve a valorizzare la nostra voce ! Tanta musicalità , senso ritmico , e controllo vocale sicuramente sono alla base !! Passare dai brani pop , rock a questo tipo di musica , è interessante in quanto si è liberi e non condizionati dagli schemi discografici !! ! Per quanto riguarda concretamente la parte tecnica : utilizzo dei risonatori, e respirazione costale diaframmatica! Ovviamente con il progresso della tecnologia i compositori hanno a loro disposizione potenti virtual instruments con library contenenti voci campionate da cantanti professioniste dalle quali poter attingere all’occorrenza ; naturalmente questo è molto limitante , per questo nelle produzioni professionali i compositori si avvalgono della collaborazione di cantanti in carne ed ossa , e per fortuna !! Chiariamo un concetto , quando si parla di vocalizzi nelle colonne sonore non dobbiamo limitarci a pensarli solo come i classici vocalizzi con l’utilizzo delle vocali ….ma esistono altri modi di concepire e produrre vocalizzi , ad esempio l’utilizzo dei fonemi . uno degli esempi più famosi sono i fonemi utilizzati dalla grande Lisa Gerrard nel brano ” Now We are free ” de il Gladiatore , dove la cantante utilizza un proprio vocabolario , andando a strutturare un linguaggio inventato che ricorda antiche lingue come ad esempio quella celtica ! Nel mio caso , ho utilizzato fonemi nel brano ” Ispanico ” che trovate nella sezione soundtrack ! Una delle mie ultime esperienze musicali in questo campo , è stata nella realizzazione di un brano pensato insieme al compositore Stefano Maccarelli ! In questo caso il registro utilizzato è differente : la voce è più brillante, i vocalizzi sono strutturati in due modi , una parte hanno un ‘ influenza più etnica , e l’altra più epic / pop , quindi due stili differenti per poter far si che il tutto si fonda con l’evolversi dell ‘ arrangiamento ! Vi lascio al video buon ascolto !